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I Congresso Italiano di Psicoterapia Esistenziale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Chi siamo:

L'Istituto

LIstituto di Scienze Umane ed Esistenziali nasce nel lontano febbraio 1988 con tre obiettivi fondamentali: promuovere quale modello psicologico il modello esistenziale (poi modificato nel termine neo-esistenziale), diffondere le metodologie alternative di professioni d’aiuto, particolarmente il Counseling, sviluppare ricerche e pragmatiche integrate sia nella gestione delle patologie psichiatriche, sia nella prevenzione e cura del disagio esistenziale.

Quelle che oggi possono apparire conoscenze ormai acquisite, 25 anni fa circa erano pionieristiche, dovevano affrontare la diffidenza e l’ostracismo di consolidate lobby culturali, entravano in conflitto con quanto professavano gli allora guru della psicoterapia ufficiale. Basti pensare che già da alcuni anni, esattamente dal 1982, Ferdinando Brancaleone andava proponendo il counseling come metodologia d’aiuto nell’ambito del modello logoterapico: il Counseling sarà poi riconosciuto come professionalità non regolamentata da ordine solo nel maggio 2000 dal CNEL.

L’avvio dell’Istituto ha potuto contare su un palmares notevole grazie ai contatti scientifici e culturali favoriti dal nostro compianto Presidente Onorario, il Prof. Raffaello Vizioli.

Con il Prof. Ferdinando Brancaleone ed il Prof. Gianfranco Buffardi sono stati soci fondatori dell’Istituto il Prof. Renato Buffardi, attualmente past President, ed il Dott. Fernando Boscaino.

Nella nostra lunga carriera abbiamo sviluppato diversi settori di intervento, alcuni  dei quali sono diventati strutture indipendenti, come la S.T.I.P., Società per le Terapie Integrate in Psichiatria.

Abbiamo collezionato un ragguardevole curriculum di iniziative, e per il loro numero, e per la loro qualità, sostenuta da il gotha della psichiatria, psicologia e filosofia nazionale.

 




 

L'Antropologia Clinica Esistenziale

L’Antropologia Clinica esistenziale è una modalità di operatività propria delle professioni d’aiuto che si sviluppa dalle discipline antropo-fenomenologiche. Per ricostruirne la storia del pensiero è necessario partire dalla fenomenologia di Husserl, passare per gli esistenzialismi filosofici, particolarmente quello di Jaspers, riconoscere le applicazioni psichiatriche dell’esistenzialismo, appunto di Jaspers e Binswanger, infine approdare alla logoterapia di Frankl.

Possono ispirarsi all’antropologia clinica esistenziale tutte le professioni d’aiuto; medici psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, counselor, mediatori, assistenti sociali, consulenti filosofici e tutte quelle professioni che rientrano nell’ambito dell’Education, educatori, docenti, formatori etc.

I principi base dell’antropologia clinica esistenziale sono:

  • La centralità della persona, riconosciuta come unica, irripetibile ed irriducibile, immersa in un mondo di possibilità.
  • La professionalità agisce in un rapporto duale tra consultante e consulente; i due partecipanti al dialogo possono essere due persone come due gruppi o un gruppo consultante che si rivolge ad un consulente professionista d’aiuto.
  • L’atteggiamento del professionista d’aiuto, ispirato alla epoché, vale a dire ad una sospensione del giudizio, quindi non colui che valuta e consiglia, ma colui che aiuta l’altro all’emersione delle sue possibilità nascoste, per una risoluzione delle problematiche del momento.
  • Lo strumento principale è la comunicazione: diverse modalità d’approccio possono riconoscere diversi strumenti comunicativi.
  • Se si escludono gli interventi “medici” dello psichiatra o dello psicoterapeuta, orientati ad una qualche forma di malattia, la maggior parte degli interventi dei professionisti d’aiuto che si ispirano all’antropologia clinica esistenziale è orientato su un problema focale, legato al momento ed alla situazione attuale esposta dalla persona consultante.

Attualmente l’antropologia clinica esistenziale riconosce, in Italia, un nuovo inquadramento grazie alla realizzazione di un Anagrafico di professionisti che si rifanno a questo modello; l'Anagrafico, già edito dalla Fondazione OFBonlus, è attualmente gestito dall’Istituto di Scienze Umane ed Esistenziali.

 





 

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